Login | Guestbook | Immagini | Downloads | Mappa | 22 utenti on line
MENU

   Home
   Contattaci
   Chi Siamo
   Job oppurtunities


Rubriche

   Arte
   Cinema
   Eventi
   Libri
   Moda
   Mondomedi@
   Spettacolo
   Televisione
   Web Television


Pittori

   Galleria Digitale
   Giovani Promesse
   Maestri
   Nuovi Talenti


Archivio

   Archivio 2001- 2006


Multimedia

   Audio Interviste
   Video


 
Consigli per le letture del 2008

Udskriv SidenStampa Send denne side til en venInvia ad un amico 

I consigli per le letture del 2008

Le proposte editoriali aumentano a dismisura in questo periodo dell’anno nuovo tanto da rendere ancora più difficile la scelta di un libro da regalare o da regalarsi. Visum cerca di fare chiarezza nella giungla delle nuove proposte.
Susanna Battisti

 

Proviamo a districare la matassa.Nel campo della narrativa straniera anglofona Visum segnala l’ultimo capolavoro della canadese Alice Munro che con Vista da Castle Rock (Einaudi, pp.308, euro 18,00) ricostruisce la storia dei suoi trisavoli scozzesi che affrontarono l’oceano per inseguire il miraggio del Nuovo Mondo. Un romanzo memoriale attraverso il quale la scrittrice riflette sul passato della sua famiglia per capire se stessa e per cercare nuovi significati . Si legge d’un fiato grazie alla prosa asciutta e densa dove si annidano pensieri sul trascorrere della vita che viene voglia di sottolineare.

 

Altrettanto avvincente ma per motivi diversi è Semi magici di V.S. Naipaul (Adelphi, pp.329, euro 20,00) , secondo pannello, insieme a La metà di una vita (2002), di un romanzo in divenire. Protagonista della vicenda è un apolide, Willie Chandran, che dopo aver trascorso capitoli della sua esistenza a Londra e in Africa, approda in una  Berlino nel pieno degli anni Settanta che non gli appartiene. Sollecitato dalla sorella, abbraccia la causa di un gruppo di guerriglieri separatisti in India ma il ritorno alla terra di origine non risolve i suoi problemi di appartenenza e identità culturali. Uno stile impareggiabile e un’analisi lucida e spietata dei lati più oscuri della storia recente.

 
Altro gioiello letterario è La moglie del generale dell’irlandese Joseph O’Connor (Guanda, pp.504, euro 17,50). Ambientato a Redemption Falls, capitale immaginaria di un immaginario territorio di frontiera nel Nordovest, il romanzo reinventa un’epopea della Guerra civile americana davvero appassionante attraverso uno stile molto poco ortodosso. Adottando la tecnica del collage, O’Connor assembla ballate, versi, lettere, manifesti, estratti da diari o da giornali in un infinita serie di storie nelle storie. Gli stralci narrativi disegnano a tutto tondo personaggi ed ambienti , strascinando il lettore in un universo narrativo caleidoscopico e avvolgente.

 

Spostandosi nella letteratura dei Balcani, si trova un altro capolavoro dell’albanese Ismail Kadarè,  La figlia di Agamennone (Longanesi, pp.112, euro 13.00). Scritto a Tirana fra il 1984 e il 1986 , il romanzo utilizza la mitologia greca filtrata da Robert Graves, per raccontare una storia d’amore strozzata  dalla brutalità del regime totalitario. Lontano dal realismo, lo stile di Kadarè crea mondi narrativi dove i confini tra realtà e sogno sono quasi impercettibili e dove la scrittura riluce di metafore ardite capaci di creare immagini di intensissimo lirismo e arcaica tragicità.

 
Fra gli scrittori di casa nostra, Visum segnala il napoletano Andrej Longo che con Dieci ( Adelphi, pp.144, euro 15,00) catapulta il lettori in una Napoli cupa e dolorosa, abitata da ragazzini oltraggiati, adulti violenti, bambini-adulti. Si tratta di dieci racconti che rimandano alle tavole della legge in un mondo che sembra aver perso la bussola. Lo stile asciutto dove ogni parola risulta necessaria, i dialoghi tanto brevi per quanto densi contribuiscono a scolpire nella memoria i vari Reibàn, Panzarotto e Rolèx dei vicoli partenopei.

 

Si raccomandoa inoltre Ultimo parallelo di Filippo Tuena (Rizzoli, 2007, pp.339, euro 18,00) che, sebbene non proprio fresco di stampa, è senz’altro un romanzo tra i più significativi dell’anno. Lo scenario è quello delle immense distese di ghiaccio dell’Antartide che l’esploratore Robert Scott aveva sfidato assieme ai suoi compagni per raggiungere il Polo Sud il 12 gennaio 1912. Corredato da fotografie che ritraggono le varie fasi del cammino, il romanzo in realtà assume il carattere di un viaggio epico e diviene metafora di infiniti viaggi interiori e , non da ultimo , del viaggio stesso del farsi del romanzo.
Susanna Battisti