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Scott Turow

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Visum incontra
Scott Turow

Leggendo i suoi libri provi ad immaginarlo. Quando l’incontri però ti accorgi che l’idea che te ne eri fatta è completamente diversa. Piccolo, la barba di qualche giorno mantenuta accuratamente…incolta, lo sguardo penetrante ed una gentilezza che pochi americani, soprattutto se famosi, possiedono. Stiamo parlando di Scott Turow padre del legal thriller che ha preso il via con Presunto innocente, da cui Alan J. Pakula ha tratto il fortunato film con Harrison Ford. Visum l’ha incontrato al 17° Courmayeur Noir in Festival, dove ha ricevuto l’ambitissimo premio Raymond Chandler, che ad ogni edizione consacra il più importante scrittore dell’anno.
Mariangiola Castrovilli

 

Di Turow i nostri lettori sapranno tutto, ma just in case, come dicono quelli che conoscono le lingue, ricordiamo che è il procuratore che ha messo sotto inchiesta un magistrato(corruzione) ed il ministro delle finanze dell’Illinois(evasione fiscale) e li ha mandati in galera.

Scott Turow

Otto libri, 25 milioni di copie vendute, Turow è un prestigioso avvocato che ancora oggi va tutti i giorni in ufficio, “magari non vado a studio proprio tutti i giorni, ma il mio lavoro lo svolgo quotidianamente”, puntualizza sorridendo il mago del thriller.

Scott Turow

Turow, recentemente l’Italia ha presentato all’Onu la moratoria contro la pena di morte, lei è d’accordo?
A livello personale certamente. Sono gli Stati Uniti, il Giappone e la Cina che mantengono una posizione intransigente nonostante tutto il resto del mondo la pensi in modo contrario. Dai oggi e dai domani, credo però che tutto questo parlare a favore dell’abolizione della pena capitale  riesca a far sentire spalleggiati leader ed intellettuali americani che cominceranno a darsi da fare. Ma non sarà certo per domani. Da noi siamo solo all’inizio del processo. Penso ai prodotti chimici – continua lo scrittore americano - che possono cambiare il comportamento umano, pillole calmanti o contro la depressione, per cui potrebbe cambiare anche il sistema carcerario”.

Scott Turow

Ma è giusto secondo lei modificare la personalità chimicamente?
Considero queste sostanze un’intrusione massiccia nella personalità. Ho rappresentato diverse persone nel braccio della morte e so cosa vuol dire andare da uno e dirgli che la vita non gli appartiene più. Con la chimica la legge ha proposto con un baratto, quello di estirpare la violenza manipolando l’individuo, mantenerli così in carcere a vita piuttosto che eliminarli. Si discute anche di castrazione chimica sessuale per rimettere in libertà condannati per questo tipo di delitti ….”.
Perché secondo lei in America gli avvocati oltre a ricoprire posti prestigiosi hanno un ruolo così rilevante?
Perché oggi per avere il potere e controllare quello che avviene nella società bisogna gestire un linguaggio diverso, con uno sguardo d’insieme allargato. Dal ‘60 in poi da noi sono state abolite le identità regionali.

Scott Turow

Per fare un esempio,  viaggiando da Napoli a Roma a Torino o a Milano ci si imbatte in diverse cucine. In America invece è l’identità nazionale a prevalere su quella regionale. I grandi quesiti sui valori sono affrontati a livello nazionale, penso all’aborto, madri surrogate, matrimoni gay per cui le risposte vengono ricercate in questo ambito. I pareri si chiedono allora agli uomini di legge, ai legali e questo spiega la fortuna di quelli che hanno avuto un’istruzione giudiziaria, che hanno in mano tutti gli strumenti adatti a questi temi. E’ risaputo che il nostro è un paese litigioso – aggiunge Turow - tutti citano tutti e questo spiega la crescente importanza della professione legale. La gente vuole saperne di più, è forse anche per questo che legge molti dei libri che scrivo”.

Scott Turow

Com’è arrivato alla scrittura?
Insegnavo inglese all’università ma intanto mi dicevo che ci doveva essere qualcosa di più interessante da fare, perché non seguire il vento…Ricordo che ero ossessionato dall’idea di diventare un grande scrittore e scrivevo, scrivevo, scrivevo….un po’ come il mio grande amico Stephen King che ho rincontrato l’anno scorso, uno che se gli si rompe il computer, è capace di scrivere una novella su un tovagliolo…

Scott Turow

Anch’io avevo la malattia della scrittura, ma mi è passata in fretta. Alcuni amici erano avvocati – confida ai nostri microfoni - così mi sembrò interessante seguire quella strada, anche perché ero sempre più interessato alla politica ed ai diritti civili. Lo scandalo poi del Water Gate ha accelerato la svolta per la professione legale ed il cambiamento è arrivato con la legge speciale dei diritti civili del ’64, legge che a 10 anni di distanza ha portato alla condanna di Nixon e dei suoi scagnozzi. I veri cambiamenti – sottolinea Turow - sono arrivati attraverso le leggi ed il sistema legale perché cortei e manifestazioni non sono serviti a niente”.

Scott Turow

Cosa si sente ad essere così famosi?
Per carità, continuo a scrivere i miei libri, ma non mi sento certo sulla scia di …Emile Zola….
Non ha mia pensato di candidarsi politicamente?
Me lo hanno proposto in parecchi, ma quando ero un giovane procuratore ho dovuto seguire per un anno la vita del ministro delle finanze dell’IIlinois, implicato in un caso di evasione fiscale. Immagini, controllare ogni attimo della sua esistenza. Mi sono così reso conto che non faceva per me. Eravamo negli anni ‘80, si figuri oggi…. Inoltre se si decide di candidarsi, il patto è quello di rinunciare alla vita privata e spendere tutto il tempo alla ricerca di…fondi. Non avrebbe potuto interessarmi di meno”.

Scott Turow

Quali sono le differenza tra il legal thriller ed i libri che c’erano prima, Perry Mason and company, per intenderci….
Direi molte. Grisham e Baldacci puntano su come si muove la legge e la vita degli avvocati, mentre Gardner pensa a scoprire chi è stato. Mason era lui stesso la perfezione vivente, non ha perso mai una causa e non si è mai permesso un’occhiata men che corretta alla sua segretaria Della Street, mentre gli avvocati meno blasonati dei legal thriller sono degli ubriaconi, nei miei dediti alla ricerca del piacere, e per Grisham interessati solo ai soldi”.

Scott Turow

Turow, chi è innocente?
Solo chi non è stato mai processato. Presunto innocente apre con una scena in cui il PM, che poi è il protagonista prova a mettersi nei panni dell’imputato. Tutto si svolge attorno a quest’inversione di ruoli in un’accurata analisi di cosa possa provare un’innocente seduto in tribunale come imputato, sentendo che tutta la società gli è contro. Ecco, questo oltre naturalmente a capire le motivazioni del delitto, è quello che mi interessa. Ad essere onesti – sottolinea - sappiamo che anche se non abbiamo mai commesso un delitto, prima o poi sentiamo degli impulsi che ci potrebbero portare a commetterlo….”.
Un’ultima domanda Turow, come dovrebbe essere la giustizia?
Dovrebbe essere fatta senza paura e senza speranza”.
Mariangiola Castrovilli

Scott Turow