Lunga Giornata verso la notte di E. O’Neil al Teatro Eliseo di Roma
In precedenza il dramma in scena in Italia: nella primavera del 1989 approdò all’Argentina la realizzazione del regista Ingmar Bergan allestita in occasione del centenario della nascita del drammaturgo americano. Fernando Bevilacqua
Scritto tra il 1939 e il 1941 il dramma di O’Neil era ancora inedito alla sua morte nel 1953, in quanto egli aveva posto il veto venticinque anni alla pubblicazione del testo. L’ultima moglie ne aveva autorizzato invece la messinscena anticipando i tempi, e la pièce fu rappresentata per la prima volta al Teatro Reale di Stoccolma nel febbraio del 1956!
Remo Girone e Annamaria Guarnieri
In Italia non sono mancate in passato celebri realizzazioni dell’opera, come quelle di Renzo Ricci ed Eva Magni, e del duo Anna Proclemer/Gabriele Ferzetti nell’anno 1989….A quest’ultima fece seguito anzi l’eccellente messa in scena del regista Ingam Bergan in occasione del centenario della nascita dell’autore (1888), e rappresentata a Roma con vivo successo nella primavera del 1989. Lunga giornata verso la notte è la drammatica rievocazione di eventi della vita dell’autore e della sua famiglia: O’Neil s’identifica con Edmund, il più giovane dei due figli James Tyrone, appena tornato da un viaggio in terre lontane col sospetto d’aver contratto una grave malattia.
Remo Girone e Annamaria Guarnieri
E il nodo della vicenda risiede è proprio nella nascita di Edmund: l’estrema avarizia del capofamiglia Tyrone, a suo tempo, ha impedito che fosse chiamato uno specialista, con il risultato che l’impreparato medico di casa finisce col somministrare alla madre del nascituro della morfina, droga di cui non riuscirà più a liberarsi.
Una volta accertato che Edmund è affetto da tisi, e che Tyrone vorrebbe lesinare sulle cure ricorrendo ad un sanatorio di second’ordine, si scatenano frecciate e ingiurie del primogenito Jamie contro il padre accusato apertamente di aver reso morfinomane la moglie Mary, e di voler adottare lo stesso metro d’avarizia nei riguardi del figlio minore.
In realtà Eugene O’Neil fu ricoverato nel 1912/13 in un sanatorio con parziale contributo a carico dello Stato, ma ne uscì perfettamente guarito e ben determinato a diventare autore teatrale: un traguardo pienamente raggiunto e convalidato dal Premio Nobel del 1936. La recente messinscena al Teatro Eliseo de dramma di O’Neil porta la firma di Piero Maccarinelli, mentre Remo Girone affronta con decoroso impegno il complesso personaggio di James Tyrone, dedito all’alcol e alla rampogna soprattutto nei riguardi del primogenito, che al padre deve tutto compreso il posto di lavoro di mediocre attore di prosa….
Dall'alto: Carlo Simoni, Gabriele Ferzetti, Anna Proclemer e Claudio Bigagli- Lungo viaggio verso la notte teatro Eliseo maggio 1989
Diverso è l’atteggiamento verso la moglie Mary, alla quale si rivolge il più delle volte con gentilezza, memore dell’antica passione che l’aveva indotta, giovanissima fanciulla borghese, a sposare di slancio un attore relativamente celebre. Mary Tyrone, impersonata con consueta sensibilità da AnnamariaGuarnieri, è parsa una madre dalla voce flebile quasi distaccata dagli eventi familiari, pur con qualche lampo d’angoscia per la sorte del figlio Edmund, al quale tuttavia addebita d’essere la causa prima del suo degrado di morfinomane….In definitiva una guerra di tutti contro tutti, che annovera Luca Lazzareschi e Daniele Salvo in qualità di primo e secondogenito della coppia James e MaryTyrone. Scene di Gianni Carluccio e costumi di Nanà Cecchi. Fernando Bevilacqua
Bibi Andersson e Ingmar Bergman in Lungo viaggio verso la notte di Eugene O'Neil