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Piers Handling commenta i premi al Festival di Torino

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Al film festival di Torino
P.Handling commenta
i premi assegnati

Se non fosse stata legata da un pesante contratto economico a far fede di un comportamento ineccepibile a prova di sguardo, Catherina Zeta Jones in Douglas avrebbe dato volentieri una seconda occhiata al ‘capoclasse’, come l’ha battezzato Nanni Moretti, ovvero il presidente della giuria di questa XXV.ma edizione del Torino Film Festival.
Stiamo parlando di Piers Handling, l’affascinante CEO del Toronto Internazional Film Festival, una delle rassegne cinematografiche più importanti del mondo, se non addirittura, dopo il recente sorpasso di Cannes, del numero uno.
Mariangiola Castrovilli

 

Operazione non priva di difficoltà, quella di Torino, soprattutto quando si  pensa che il Festival non è competitivo ma filmakers e produttori fanno la fila per esservi ammessi, per non parlare poi del suo fortissimo mercato. Eppure la formula del successo, se di formula si tratta, è semplice, come ammette sorridendo Handling, da sempre innamorato dal cinema al punto che la Francia lo ha insignito nel 1998 del più alto riconoscimento per la cultura nominandolo Cavaliere per le Arti e le Lettere.

Piers Handling



Le cifre finali di quest’edizione del TFF oltre a regalare a Moretti la continuità da direttore per il 2008, sono più che confortanti, si parla infatti di un 79% di incassi in più rispetto all’anno scorso, di un 70% per quel riguarda l’affluenza del pubblico ed il numero degli accrediti saliti del 47%.

Nanni Moretti e Piero Chiambretti

Fin qui le cifre, nonostante la pesante atmosfera che si è creata fin dai primi di novembre dovuta alle esternazioni del neo direttore che ha sparato a zero sulla Festa di Roma, che oltre ad essere situata in un lasso di tempo per lui poco comodo, ad ottobre tra Venezia e Torino già legate da un accordo lungo 24 anni.

Nanni Moretti



E poi gli ‘scippi’, veri o presunti,  film che Nanni ha dovuto lasciare a Roma, come per esempio Juno(vincitore nella capitale), Paura del buio, il bellissimo cartoon francese e And the spring comes (premiato per la migliore interpretazione femminile).

Locandina del Torino Film Festival 2007

Handling, come ha trovato questa edizione del Torino Film Festival targata Moretti?
C’era una buona selezione in tutte le categorie. Abbiamo potuto scegliere in una larga gamma di opere prime e secondi film, che vanno da video digitali a piccolo budget girati in Asia ai grandi film di lingua inglese con attori famosi. Una  diversità estremamente stimolante”.

Piers Handling



Ed il livello dei film?
Coerente per la maggior parte. Ogni lavoro ha affrontato il suo tema sotto un’angolazione particolare, sempre però con molta integrità ed un grande amore verso il mezzo”.

Piers Handling

La pellicola più bella vista al Tff?
Senz’altro Husbands di Cassavetes in una copia restaurata. E’ un film fantastico! L’autore usa tutti i mezzi e le possibilità di oggi. Assolutamente moderno e perfetto”.

Piers Handling



E la sezione più interessante del festival?
Non saprei, visto che a parte Husbands ho seguito solo la Competizione”.
Duecentotrenta film in 9 giorni, non sono troppi …?
Solo se non c’è abbastanza pubblico per andarli a vedere”.
Secondo lei questo Festival si sposa con la città di Torino?
Assolutamente, i cinema erano sempre pieni, e mi è piaciuto vedere tanti studenti tra il pubblico. Ecco, sono proprio i giovani con la loro presenza ad  attestare lo stato di salute del Tff”.

Piers Handling

La giuria ufficiale da lei presieduta e con Aka Kaurismaki, Robert Guediguian, André Techiné, Jasmine Trinca, Laura Pariani e Carlo Mazzacurati ha assegnato la palma a Garage di Lenny Abrahamson (25.000 euro), mentre il premio speciale della giuria di 10.000 euro l’avete dato a Woo Ming Jin per il suo The elephant and the sea. Migliore attore per voi Kim Kang-Woo per The Railroad del sud coreano Park Heung-sik e migliore attrice Joan Chen in The home song stories di Tony Ayres.

a

Lenny Abrahamson


Tutto tranquillo tra di voi o le solite estenuanti lotte….?
Niente spargimento si sangue, costretti continuamente invece ad una simpatica ginnastica mentale durante le discussioni, stimolati dal meraviglioso senso dell’umorismo di Aka, che non ci ha dato tregua”.
Che consigli darebbe a Moretti?
Solo uno, quello di andare avanti per la sua strada e selezionare solo i film che gli interessano, quelli che attirano la sua attenzione perché  li sente vicini ed importanti. Magari non tutti funzioneranno dal punto di vista del pubblico, ma deve ricordare che il suo compito è quello di scegliere e non di …seguire le mode”.
Mariangiola Castrovilli

Nanni Moretti