In arrivo delle inserzioni sulla carta stampata che si animano come un mini spot televisivo. Luana Andreoni
Sembra incredibile, ma è già una realtà: nelle pagine 'cartacee' delle riviste EW, Entertainment Weekly, e Rolling Stone, la pubblicità è realizzata come un mini-spot televisivo, che si anima quando il lettore sfoglia il giornale.
L’operazione è stata lanciata dalla società Time Incorporated, uno dei più grandi editori al mondo, che potrebbe introdurla sul mercato già dal prossimo anno. Sembra una magia, ma dietro alle pagine parlanti si nasconde solo il meglio della ricerca tecnologica e scientifica: secondo la rivista americana Media Week, che ha lanciato lo scoop, il merito andrebbe ad una speciale carta, munita di batteria di piccole dimensioni.
Per adesso le animazioni sono in bianco e nero, ma presto potrebbero arrivare quelle a colori. Per il momento sono stati realizzati 2 prototipi. Il primo, raffigura i personaggi della nuova formazione della domenica sera di Fox Tv che lanciano grida di gioia mentre scendono dalle montagne russe. Il secondo, rappresenta un personaggio della nuova serie 'Bionic Woman' che strizza l’occhio, con uno sguardo che cambia colore nel momento in cui il lettore gira pagina. Piuttosto impressionante.
Questi però non sono altro che i primi tentativi di un nuovo metodo pubblicitario che potrebbe ben presto diffondersi e perfezionarsi, arrivando ad animazioni più complesse se non a veri e propri spot. I tempi di sviluppo non sono chiari, come del resto i costi.
E’ facile immaginare che, almeno all’inizio, questo genere di inserzione sia piuttosto cara, e non solo per questioni di supporto, ma perché sfrutterà il fattore sorpresa ed avrà di certo un forte impatto sul pubblico. Di questi tempi, in cui i poveri consumatori sono abituati a tutto, anche a trovarsi la pubblicità sotto le scarpe, inventare qualcosa che li sorprenda è davvero difficile, e questo sistema potrebbe riuscirci. Peccato che a beneficiarne saranno, almeno all’inizio, solo le grandi aziende in grado di sostenere i costi elevati della carta elettronica. Insomma, una guerrilla marketing riservata…ai ricchi! Luana Andreoni