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Prima che il diavolo sappia che sei morto

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Before the Devil
Know you’re Dead

Avidità. Sensi di colpa. Tradimenti. Vendetta, questi i temi di  Before the Devil Know you’re Deadun bellissimo inquietante sensuale noir che Sidney Lumet, mai dimenticato autore di Quel pomeriggio di un giorno da cani, Quinto potere, La parola ai giurati tanto per citarne alcuni, firma alla bella età di 83 anni, di cui 60 dedicati al cinema.
Mariangiola Castrovilli

 



Ed è lui in video ad aprire quest’incontro a cui peraltro non può partecipare perché un malessere ad un orecchio gli ha impedito di affrontare tante ore di volo.

Sidney Lumet

Sono io ad essere il più dispiaciuto di  tutti” ha detto dallo schermo il grande regista con un bel sorriso, “perché perdere un solo giorno di Roma è per me un dolore grandissimo. Se fosse dipeso da me sarei addirittura arrivato 2 settimane prima dell’inizio della Festa, ma il medico me lo ha proibito. E’ un film difficile quello che avete visto, ma credo e spero che ne sia valsa la pena”.

 


Al suo posto ad accompagnare Prima che il diavolo sappia che tu sei morto (traduzione letteraria di un celebre brindisi irlandese) il produttore Brian Linse che ha seguito fin dall’inizio il lavoro che ha avuto un’incubazione di tre anni.

 

La storia in breve è quella di due fratelli Andy (Philip Seymour Hoffman recente premio Oscar per Capote) ed Hank (Ethan Hawke) che non sapendo come risolvere i propri pressanti problemi economici tentano una rapina, semplice e indolore, come dice il maggiore, Handy che l’ha ideata.

 


Semplice perché da effettuare nella gioielleria di famiglia, dove conoscono tutto, dai codici alle chiavi delle casseforti e dove nessuno si farà male. Qualcosa però va storto ed il furto finisce in tragedia.

 

I due falliti sono così costretti non solo a confrontarsi con la nuova terribile emergenza che ha lasciato due morti sul terreno, ma a fare anche i conti con  la propria drammatica situazione personale in un crescendo da tragedia greca che non lascia vie d’uscita.

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Nella lunga gestazione dice Brian Linse, passando da uno sceneggiatore all’altro Lumet ha fatto molti cambiamenti, come per esempio il fatto che in principio Hoffman e Hauke fossero solo amici e addirittura che Hauke fosse più vecchio, mentre Sidney dopo due anteprime si è convinto che sarebbe stato meglio oltre che invertire la situazione, renderli fratelli accentuando così il loro confronto – scontro ed il difficile rapporto con Charles, uno splendido Albert Finney, padre freddo e assente.

 

Nel cast, di tutto rispetto, anche  una sensuale, inusitata  Marisa Tomei (Gina) che poche settimane fa al Festival di  Toronto si è detta sorpresa e compiaciuta dell’attenzione del pubblico alle sue scene erotiche, prendendolo come un complimento alla sua esplosiva sensualità, il film infatti apre con una scena di sesso a luci rosse tra lei ed il marito Handy.

 


Lumet ha visto qui un’occasione per riprendere i temi iniziali della sua carriera, la crisi della famiglia, la disgregazione dei valori nella società contemporanea, il predominio assoluto dei fattori economici, la perdita di una coscienza sociale. Così in un contesto in cui tutti possiamo identificarci,  costringe gli spettatori a porsi delle domande, che poi così scontate non sono perché fanno parte della nostra esistenza quotidiana, e riguardano l’amore, il bene, il male, il volere il meglio per i figli, una più appagante posizione sociale….tutti obiettivi che sembra suggerire Lumet, per chi non ha una dirittura morale devono essere raggiunti non importa a qual prezzo.
Mariangiola Castrovilli