La ricostruzione dello Stato
nelle memorie di un prefetto

In Ricostruire lo Stato (Laurus, Robuffo, Roma) Aldo Buoncristiano descrive con molta precisione l’atmosfera nella quale si trovò allorchĂcopyright cominciò a prestare servizio nell’apparato dirigente del Ministero dell’Interno, quando estreme erano le difficoltĂ  materiale, a parte i riflessi psicologici e morali della disastrosa guerra.
Carlo Vallauri

La copertina del libro

Mentre sovrabbondano le memorie di politici, molti dei quali tentano vanamente di far dimenticare le sciocchezze e le falsità da essi diffuse per anni, rarissime sono in Italia i casi di alti funzionari dello Stato disposti a rievocare le condizioni nelle quali si ritrovarono nell’immediato dopoguerra, a porre la loro opera a disposizione dell’Amministrazione.

La copertina del libro

E in Ricostruire lo Stato (Laurus, Robuffo, Roma) Aldo Buoncristiano descrive con molta precisione l’atmosfera nella quale si trovò allorchĂcopyright cominciò a prestare servizio nell’apparato dirigente del Ministero dell’Interno, quando estreme erano le difficoltĂ  materiale, a parte i riflessi psicologici e morali della disastrosa guerra.

 

Si trattava di rimettere in piedi quel che la duplice occupazione militare straniera aveva distrutto ed occorreva essere nutriti di molta buona volontĂ  per accingersi al compito in quelle circostanze.

 

Incaricato di compiti delicati, il valente funzionario riuscì a superare vicende tempestose con grande coraggio e impegno personale (e chi scrive queste note ricorda molto bene la sua competenza, il suo rigore e la sua disponibilità verso i colleghi più giovani, avendo avuto, proprio all’atto dell’assunzione nello stesso dicastero, la ventura di sostituirlo nella Direzione Generale Affari Generali e Personale, essendo stato egli chiamato a più alto incarico).

Francesco Cossiga

E proprio in virtĂą dei ruoli ufficiali ricoperti, negli ultimi anni in differenti funzioni, Buoncristiano ha avuto modo di verificare anche i rapporti intercorrenti tra potere politico e Amministrazione nel periodo specifico di trasformazione fondamentale della struttura pubblica.

Francesco Cossiga


Interessanti alcune sue osservazioni (p. e. sul caso Montesi) trovandosi egli all’interno degli apparati proprio allora, a torto, chiamati in causa dalla stampa sensazionalistica. Soprattutto quale più stretto collaboratore del Capo della Polizia, Vicari, era in grado di conoscere i fatti reali e non quelli immaginari.

Virginio Rognoni

Si guardi a quanto scrive sull’ordine pubblico, e sull’opera di soccorso per le calamità naturali. Poi Buoncristiano ha avuto modo di seguire l’ulteriore trasformazione degli organi statali con l’istituzione delle Regioni. E sono meritevoli di riflessioni le sue acute pagine proprio sulle riforme, a cominciare da quella della polizia degli anni '70. Altrettanto validi i suoi richiami della collaborazione attiva al Ministero dell'Interno con Cossiga e Rognoni, e poi al Ministero della Funzione Pubblica.

Virginio Rognoni

Resta così una testimonianza significativa, sintomatica, sincera di come l’amministrazione italiana si sia ricostituita dopo i disastri della guerra e poi sia andata incontro a mutamenti variamente interpretabili.

Francesco Cossiga

La sua memoria resta viva in chi ha avuto occasione di conoscere ed apprezzare il poliedrico ed appassionato “funzionario” con tutti i caratteri simpatici, talvolta inquieti – come effetto delle circostanze in cui, come tanti altri funzionari, era costretto a lavorare – ma sempre generoso e di piena dedizione a quella che considerava una vera e propria “missione”, come in tempi andati si usava dire e praticare.
Carlo Vallauri

La copertina del libro