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Intervista con Claudio Insegno

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Intervista con Biagio Izzo

Un regista per il Paradiso

Regista, attore, autore e chi più ne a più ne metta. Stiamo parlando di Claudio Insegno, qui in doppia veste di attore e regista, che sta in questi giorni girando l’Italia con lo spettacolo teatrale di Biagio Izzo, Due comici in Paradiso. Per una sola sera il divertente spettacolo ha fatto tappa a Roma, al Teatro Brancaccio. Visum ha intervistato l’eclettico Claudio Insegno.
Giancarlo Leone

Claudio Insegno

Regista, autore, attore, insegnante nella scuola di teatro che divide con il fratello Pino. Stiamo parlando di Claudio Insegno, qui in doppia veste di attore e regista, che sta girando l’Italia con lo spettacolo teatrale di Biagio Izzo, Due comici in Paradiso. Per una sola sera lo spettacolo ha fatto tappa a Roma, al Teatro Brancaccio. Visum l’ha intervistato.

Claudio Insegno

Claudio lei è un artista completo: regista, attore, autore. Ora ha accettato la regia di questo spettacolo di Biagio Izzo. Non è un po’ stanco?
E’ stata una sfida. Biagio mi aveva già visto in teatro con Pino. Lavorare con mio fratello è completamente diverso da come si lavora con Biagio. Lui è sempre stato abituato a fare monologhi, cose teatrali dove usciva alla grande la sua prorompenza, la sua comicità. In questo spettacolo – spiega il regista romano - voleva affiancarsi ad una persona teatralmente preparata.

 

Ha visto in me la persona giusta. All’inizio dovevo essere una semplice spalla, poi ad un certo punto le nostre comicità sono cresciute in maniera esagerata e la spalla è sparita. Si è unita la mia comicità a quella sua e la sfida sta proprio in questo: le nostre comicità sono diverse ma insieme sono come un effetto pirotecnico, un botto. Io non sono capace a fare la spalla – confessa Claudio Insegno - posso rendere divertente un personaggio, una battuta.

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Claudio Insegno

E così insieme, io romano, lui napoletano diamo il massimo. Essendo io un tipo che ha fatto commedie di Neil Simon, mi indirizzo verso un certo tipo di comicità. Insieme siamo una bomba esplosiva e tutto ciò funziona. In questo spettacolo – conclude - c’è un lavoro continuo sul personaggio, sulla comicità, sul connubio tra me e Biagio”.

Claudio Insegno
Il pubblico come ha risposto?
Benissimo, mai un momento di debolezza, di stanchezza. Lo spettacolo è andato sempre meglio e in noi non c’è più quell’angoscia di quando abbiamo iniziato.

 
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Ora facciamo una tappa qui a Roma: il pubblico romano non è come quello napoletano, però a Milano abbiamo avuto una risposta eccellente, ormai non sono e non siamo più preoccupati. Due comici in Paradiso è uno spettacolo pieno – sottolinea con orgoglio il regista-attore - dove c’è di tutto. C’è la comicità del monologhista Biagio Izzo, c’è la quella della commedia, c’è la comicità alla Neil Simon, c’è il musical, c’è il balletto, ci sono le canzoni, le paillettes, la farsa. Abbiamo voluto dare una specie di imput su ogni genere comico – confessa Insegno - c’è anche una vena di tristezza, ma non di drammaticità che ti fa pensare un po’ alla vita”.

 
La tourncopyrighte continua?
Sì, continua. Ci interromperemo per l’estate per riprendere dopo, saremo al Parioli in autunno e poi Biagio tirerà fuori dal cilindro un nuovo spettacolo teatrale dove io dovrei fare la regia”.
Progetti futuri?
Dovrei fare un film con mio fratello Pino, tratto dalla commedia fatta al Teatro Vittoria di Roma lo scorso anno, Un marito per due, dove sarò regista, sceneggiatore, attore e mi piacerebbe, naturalmente, avere Biagio nel cast.

 

Claudio Insegno

Poi un nuovo spettacolo teatrale come regista con Corrado Tedeschi, Plaza Suite di Neil Simon; ancora, Risate al 23° piano, sempre di Neil Simon con mio fratello Pino e tanti attori bravi, giovani ma non famosi. Ma non finisce qui – sottolinea l'infaticabile insegno ai nostri micorfoni - riprendo sempre in teatro Otto donne e un mistero, già messo in scena l’anno scorso, con un altro cast, Elsa Martinelli al posto di Sandra Milo. Poi un altro bel progetto musicale con l’Antoniano di Bologna, un musical, ed un altro spettacolo napoletano con attori napoletani, famosi a Napoli ma non a Roma, come Ciro Ceruti. Può bastare?”.
Giancarlo Leone