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Mimmo Paladino

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Mimmo Paladino
per Modena

Fino al 6 gennaio 2008 a Palazzo Margherita di Modena, c’è una bella e interessante esposizione di Mimmo Paladino con opere eseguite appositamente per quest’occasione. Sarà accompagnata al film Quijote presentato nel 2006 a Venezia, nome che si riferisce anche la bella installazione di Capodimonte. E’ curata da Angela Vettese e prodromica alla realizzazione del maestro per ricoprire la Torre della Ghirlandina.
Emilia Dodi

 

Mimmo Paladino non ha bisogno di presentazioni, essendo un artista che pratica l’arte a tutto tondo, noto in tutto il mondo e rappresentato nei maggiori musei. Dedicatosi all’inizio al concettuale, ha poi elaborato una forma di arte che si fonde a elementi figurativi, ispirati al passato; i frammenti di figura sono per lui elementi del linguaggio che unisce spazio e tempo. Sempre sperimentando materiali e tecniche nuove, ha creato bellissimi quadri bidimensionali, sculture tridimensionali e installazioni ambientali.

Mimmo Paladino


Paladino è l’artista che più di ogni altro è portato a creare opere pubbliche, basterà citarne una per tutte, l’installazione La montagna di sale ricreata per Napoli nel 1995, scenografia da lui inventata per l’opera di Schiller La sposa di Messina, presentata nel 1990 a Gibellina. Nella sala grande è esposta l’installazione Treno, dove scultura e oggetti in terracotta sono inseriti a formare un treno, contenente tracce umane. Quest’opera fa riferimento al passato, un passato che è ancora presente con tutti i timori che ciascun essere umano porta con sé senza sapere dove questi possano condurre, rendendosi conto di partire senza poter scegliere la meta finale.

 

Il riferimento alle Twin Towers, è palese. In seguito sono in mostra anche sette quadri che si riferiscono alla stessa tematica, una scultura posta di fronte a un grande murale geometrico e molti disegni di accompagnamento, che raffigurano delle teste. Questa mostra è prodromica alla realizzazione di Mimmo Paladino chiamato a ideare una composizione per coprire, durante il restauro, la Torre della Ghirlandina. Paladino l’ha concepita come una zona buia che porta alla luce tramite un profilo luminoso di un viso stilizzato. Non solo una copertura, bensì un’opera d’arte sovrapposta a un’architettura dichiarata Patrimonio dell’Umanità.
Emilia Dodi

Mimmo Paladino, Rabanus Maurus