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Terapia d'urgenza

Tante storie e varia umanità
al pronto soccorso italiano

Da venerdì 29 agosto, in prima serata su Raidue, è iniziata la nuova fiction medica in 18 puntate, Terapia d’urgenza, che vede protagonisti i dottori in prima linea. Tra gli attori principali Cesare Bocci, Rodolfo Corsato, Antonella Fattori, Daniela Scarlatti, Milena Miconi, Sergio Muniz. La regia è affidata a tre registi Gianpaolo Tescari, Lucio Gaudino e Carmine Elia.
Giancarlo Leone

   

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Un’équipe di quindici medici, tirocinanti e paramedici, raccontati nelle ambizioni professionali, al lavoro in un movimentato pronto soccorso milanese. C’è chi ha scelto l’ospedale per ambizione, chi per vocazione, chi per professione. E c’è anche qualcuno che somiglia al terribile dottor Gregory House. Così tra bisturi, diagnosi, fatti rubati alla cronaca e vita privata dei pazienti e di chi li ha in cura, scorre Terapia d’urgenza, medical drama all’italiana, la nuova fiction in diciotto puntate che è iniziata dal 29 agosto, in prima serata, su Raidue, realizzata da Videomedia.

   

Terapia d’urgenza,come Grey’s Anatomy, che vive al Grace Hospital di Seattle, punta sull’umanità dei protagonisti, sugli stress fisici ed emotivi più che sui particolari delle attività mediche, ma anche su vicende della realtà quotidiana, l’emarginazione, l’alcolismo, l’anoressia, la droga, la fecondazione assistita, l’aborto.

 

C’è il primario sicuro ed esigente (Cesare Bocci); il chirurgo tutor degli specializzandi, burbero almeno all’apparenza (Rodolfo Corsato); la donna chirurgo che gli fa da contraltare, con la disponibilità e la dolcezza (Antonella Fattori); la capo infermiera molto efficiente e precisa (Daniela Scarlatti); la determinata pediatra (Alessia Barela) che trova una vera amicizia nella più intuitiva delle infermiere (Elisabetta Rocchetti)la dottoressa (Milena Miconi) che porta scompiglio nelle vite dei colleghi (Sergio Muniz e Marco Basile).

   

Nel cast anche Michele Cesari, Giusy Frallonardo, Andrea Marrocco, Leonardo Ruta, Max Pisu.
Con Terapia d’urgenza, ispirata alla serie spagnola Hospital Central (25-26% di share su Telecinco), la Rai è tornata a produrre fiction a Milano – dal 1981, quando venne prodotta l’unica fiction milanese, Storia di Anna, lo sceneggiato di Salvatore Nocita con Laura Lattuada – Tre anni di preparazione, nove mesi di lavorazione e riprese, 150 persone impegnate quotidianamente negli studi di Via Mecenate, un teatro di posa di 1500 metri quadrati sui quali è stato costruito ex novo un ospedale con 29 ambienti diversi.

 

Durante la lavorazione è tragicamente morto uno stuntman, Niccolò Ricci, e proprio a lui la rete, la produzione e il cast hanno voluto dedicare il progetto. “Era uno dei più bravi”, ha sottolineato il capostruttura di Rai Fiction, Francesco Nardella, “e per una tragica fatalità è morto durante uno dei casi più semplici che era abituato ad affrontare nel suo lavoro”.

   

Se Raidue è pronta a scommettere sul successo della serie (“L’abbiamo coccolata e adeguatamente promossa, anche durante le Olimpiadi”, ha detto il direttore Antonio Marano, sottolineando “la forza del linguaggio e del ritmo”), a Rai Fiction stanno già scrivendo il seguito, ha annunciato Nardella, che non si è lasciato trascinare nella polemica sollevata dall’Ordine dei medici contro l’assenza della figura del medico di famiglia nel racconto tv: “Non possiamo raccontare tutto. Altrimenti faremmo come il cartografo del racconto di Borges che deve disegnare una mappa grande quanto il mondo”.

 

Un’attenzione particolare è stata dedicata dagli sceneggiatori ai fatti di cronaca legati alla realtà quotidiana, come ha tenuto a sottolineare anche il produttore Alessandro Ippoliti.
  “Tutte le storie sono tratte dalla realtà di ogni giorno. Abbiamo voluto attingere specialmente da lì, da fatti credibili perché reali”.

   

Visum ha visto la prima puntata di Terapia d’urgenza. Siamo rimasti un po’ delusi, sperando che sia colpa dell’inizio che dovendo offrire un assaggio di tutti i personaggi principali difficilmente è accattivante e sempre sperando che i prossimi episodi siano migliori, rimane sempre da chiedersi: perché?
Perché un’altra fiction in corsia dopo il flop di Medicina generale? Non bastano dottori, carabinieri, poliziotti. Per assicurare il successo occorrono buone storie ed immaginazione. Invece in Terapia d’urgenza ci vanno i soliti pazienti, tormentati dai soliti problemi, curati dai soliti medici ancor più tormentati dai soliti problemi. Anche la sceneggiatura, per certi versi, ha lasciato a desiderare.

 

La fiction è stata vista da quasi 2 milioni di telespettatori con il 10.38% di share, ormai rassegnati alle non sorprese. Mentre una serie di ben 18 puntate dovrebbe riservarne parecchie. Non resta che aspettare le prossime puntate.
Giancarlo Leone