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Visum incontra Cecilia Ahern

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Visum incontra Cecilia Ahern

Minuta, bionda, non ancora trentenne, sorridenti occhi azzurri sgranati  sul mondo ha già 5 best sellers al suo attivo. Stiamo parlando della scrittrice Cecilia Ahern, che abbiamo incontrato a Roma dove è venuta a presentare il suo ultimo libro Grazie dei ricordi edito da Sonzogno ed il dvd tratto dal suo primo libro P.S. I Love You in uscita il 27 agosto, distribuito dalla 01 Distribution.
Mariangiola Castrovilli

   

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Cecilia, figlia del premier irlandese è laureata in giornalismo e comunicazione con un passato da cantante pop, parentesi ormai chiusa, perché scrivere è quello che le piace di più, quello che le viene più naturale. “Sono sempre stata una sognatrice ad occhi aperti ma sono anche stata molto fortunata” confessa sorridendo l’autrice, “perché fin da piccola oltre a tenere un diario ho sempre immaginato storie nella mia mente e scenari per raccontarle. Il mio primo romanzo, diciamo metà, l’ho scritto a 14 anni, poi sono venuti gli esami e l’ho accantonato”.

   

Insomma, una spinta interiore….?
Si, come se la scrittura mi avesse scelto. Le idee mi vengono senza esitazioni e non ho mai conosciuto il black out dello scrittore. Trovo fantastico  far coincidere l’hobby con il proprio lavoro”.

 

Qual’è il filo conduttore dei suoi personaggi?
Il fatto che molto spesso si trovino ad affrontare momenti tragici della loro vita e attraverso queste esperienze negative riescano a capire chi sono veramente, perché solo attraverso le avversità troviamo il coraggio di lottare per diventare più forti riconoscendoci per quelli che realmente siamo”.

Porte come barriere, tu si, tu no…ma come si sceglie, a caso come s’imbrocca  un numero alla lotteria, ragionando o…
Personalmente seguo sempre e solo il mio istinto. Penso invece che a volte la gente, non possedendo una bussola interiore perda un po’ il senso dell’orientamento. Continua così ad inciampare su se stessa commettendo errori, errori che sono poi universali, ma che servono però ad imparare”.

   

La vita, lei dice, è fatta di incontri, comunque e sempre destinati a finire.. “gli incontri, le relazioni umane e quelle sentimentali, per brevi o lunghe che siano sono importanti per rapportarci agli altri da cui si impara sempre qualcosa. L’importante per me è essere aperti ed avere un colloquio con le altre persone da cui magari poi, prendo ispirazione rubacchiando idee qua e là…”.

 

L’Irlanda coprotagonista dei suoi libri…
In effetti, ma viene fuori così, spontaneamente, non di proposito. Certo in Se tu mi vedessi ora, il mio terzo romanzo è molto presente come anche in quest’ultimo Grazie dei ricordi dove la storia del mio paese è uno dei temi dominanti. E vero, nei miei libri c’è molto del carattere irlandese, una sorta di equilibrio tra tristezza e commedia.

   

E questo è proprio tipico del nostro carattere, quando ci succede qualcosa di negativo cerchiamo sempre di vederne i lati meno oscuri. Quando le situazioni si fanno imbarazzanti – spiega la scrittrice - c’è sempre qualcuno che viene fuori con una battuta di spirito, per sdrammatizzare. Di base però ho voluto scrivere storie universali, con dei personaggi in cui tutti potessero immedesimarsi. Detto questo confesso – conclude - di essere molto patriottica e di tenere molto alla mia gente”.

 

L’importanza dei ricordi, addirittura nel titolo di questo suo ultimo bellissimo libro, non solo consolatori ma utili anche per costruire qualcosa di nuovo..
Ne sono convinta, sono i ricordi a renderci quello che siamo e mi piace che siano appunto nel titolo. Trovo bello ringraziare qualcuno per quello che ci ha regalato ed insegnato. Per me poi la memoria- sottolinea Cecilia Ahern - è particolarmente importante perché avendo una vita interiore piuttosto ricca, diventano una specie di ossessione, di mania, tanto è vero che nello show televisivo a cui ho collaborato, si parla proprio di una persona che ha perso la  memoria perdendo così la propria identità. Qui in Grazie per i ricordi la protagonista, Joyce, acquisisce i ricordi di un altro e con questi nuove conoscenze, una nuova libertà ed una vita che non ha mai vissuto”.
Mariangiola Castrovilli