Fumatori presi all’amo, spot vietato.... in Gran Bretagna
Lascia poco spazio all’immaginazione la nuova campagna antifumo promossa dal governo inglese, diffusa attraverso spot televisivi e poster, che presenta i fumatori come “pesci” presi all’amo dalle grandi multinazionali del tabacco. Luana Andreoni
Lascia poco spazio all’immaginazione la nuova campagna antifumo promossa dal governo inglese, diffusa attraverso spot televisivi e poster, che presenta i fumatori come “pesci” presi all’amo dalle grandi multinazionali del tabacco.
Proprio cosi': un impiegato, seduto alla sua scrivania, all’improvviso viene agganciato alla bocca da un grosso amo, simile a quelli usati per andare a pesca, e tirato con violenza fino all’orlo di un precipizio, proprio come avviene ad un pesce che abbocca ad una lenza e che viene portato fino a riva dove lo attende un impietoso retino. In questo caso, invece, la “vittima” finisce col fumarsi una sigaretta.L’idea alla base della campagna, denominata “Get Unhooked”, e' molto semplice ed efficace: chi fuma, e' vittima delle reti lanciate dai produttori di tabacco, che imprigionano molte persone in una trappola dalla quale non riescono piu' a uscire e che li portera' forse alla morte, certamente incontro a danni seri per la salute.Il fumatore smette di essere un soggetto consapevole, che decide liberamente “dove andare”, e finisce col farsi semplicemente trascinare, e nemmeno troppo dolcemente, verso la propria rovina.
La campagna, del tutto condivisibile, ha pero' sucitato un mare di proteste, dettate a quanto pare dalla crudezza delle immagini proposte.Il volto agganciato dall’amo e' molto realistico, l’immagine troppo esplicita e in pochi giorni l’autorita' inglese che ha il compito di monitorare il settore, l’Advertising Standards Authority, ha detto di avere ricevuto 774 ricorsi, e si e' vista costretta vietare i poster e lo spot.
Le motivazioni ufficiali? Le immagini, che ritraggono visi sconvolti e sofferenti, sonocosi' realistiche da spaventare i bambini. Inoltre lo spot pubblicitario e' stato programmato anche in fasce orarie in cui davanti agli schermi televisivi possono esserci i piu' piccoli.
Il servizio sanitario inglese ha pero' difeso la campagna, considerata molto efficace, e ha citato i dati delle centinaia di migliaia di persone che hanno contatto il call center per avere informazioni e aiuto. Lo spot e i cartelloni pubblicitari inoltre,come ha dichiarato un portavoce, sono stati pensati per accrescere la consapevolezza dei rischi della dipendenza dal fumo, e sono stati creati con l’aiuto di studiosi e esperti del problema, anche utilizzando i suggerimenti degli stessi fumatori.
L’intento, insomma, e' dei piu' nobili, e sembra che i risultati, in un senso che nell’altro, non manchino. Certo il fumo e' una piaga sociale, i danni per la salute di fumatori e non sono incalcolabili, e copliscono anche i bambini, spesso costretti a vivere in ambienti poco salutari a contatto con fumatori incalliti.Se ci si preoccupa tanto della serenita' dei minori, facendo attenzione che non restino turbati da un cartellone pubblicitario, non si dovrebbe a maggior ragione salvaguardare la loro salute? Luana Andreoni