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Augusto Selva

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Augusto Selva in mostra
La Galleria di Francesca Antonacci di via Margutta 54 a Roma, ospita dallo scorso 8 maggio la mostra da titolo Attilio Selva (1888-1970) Sculture. La retrospettiva, attesissima dagli estimatori della scultura italiana del ‘900, è corredata da un catalogo a cura di Francesca Antonacci e Caterina De Feo.
Vittoria Severini
Augusto Selva - Ritmi, 1913-14, gesso dorato, cm 112 x 115,5 x 57  

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Attilio Selva (Trieste 1898 – 1970), fu un elegante protagonista, se non il anticipatore, dell’ epoca del Ritorno al Mestiere. Tra le opere in esposizione, figurano alcuni dei capolavori della produzione del maestro esibiti nelle più prestigiose kermesse artistiche dell’epoca e acclamati dalla critica come modello del rinnovamento dell’arte italiana. L’evento riunisce in un unico contenitore espositivo oggetti che ogni collezionista di scultura figurativa italiana vorrebbe possedere come Enigma ed  il Ritratto della Signora Carena.
Augusto Selva - Primula, 1924 c., marmo bianco, cm 110 x 34 x 21  
Nel primo trentennio del Novecento, lo scultore, contestualmente alla creazione di ritratti e opere di piccola manifattura, si dedica all’esecuzione di grandi progetti, partecipando ad alcuni dei più importanti cantieri del periodo: il Foro Mussolini, ad esempio, per il quale esegue il Lanciatore di giavellotto, il Pugilatore, il Discobolo ed il Fromboliere. Nella antologia questo versante dell’attività di Selva è testimoniato da una Testa per la Vittoria alatadel 1925, riferibile al Monumento a Nazario Sauro a Capodistria e da uno schizzo per la Fontana di Piazza dei Quiriti a Roma.
Augusto Selva - Paolina (Donna Nuda), anni ’50, gesso, cm 85 x 63 x 52
Si predilige, infatti, l’ambito della ritrattistica e quello dello studio sul corpo femminile: riproducendo in modo appassionato corpi e visi di donna, icone di una femminilità arditamente moderna nella sua apparente classicità, Selva mette a punto il suo stile che il percorso espositivo consente di verificare. Ritmi, gesso dorato del 1913 esposto alla Terza Mostra della Secessione, è una delle prime affermazioni dell’ iter di ricerca avviato dal maestro: la complicata posa geometrizzante, che sembra addirittura anticipare modi decò, è però assegnata ad un plastico corpo di donna che occupa lo spazio con autorevolezza.L’evidente carica innovativa dell’opera spacca la critica e pone il suo autore al centro di un dibattito che segna l’inizio della sua fama.
Augusto Selva - Ritratto di Nike, (Studio di testa per laVittoria alata), 1925 c, firmato sul retro ‘Attilio Selva’, gesso patinato, cm 42 x 25 x 34  

 

Capolavori di raffinata eleganza sono Primula (1923), Paolina e Nike . Né si può esimersi dal citare il Ritratto della Signora Carena, unanimemente considerato uno degli esempi più belli della celebrata ritrattistica di Selva. La moglie del pittore Felice Carena  è un’invenzione policroma realizzata pensando all’arte classica e rinascimentale. Una stupefacente Agrippina degli anni Venti in cui il bronzo argentato del volto si innesta sul marmo cipollino del drappeggio e sul marmo africano della base.
Vittoria Severini

Augusto Selva - Ritratto della signora Carena, 1920 c., bronzo e marmo cipollino, base in marmo africano, cm. 52 x 45 x 34