Login | Guestbook | Immagini | Downloads | Mappa | 15 utenti on line
MENU

   Home
   Contattaci
   Chi Siamo
   Job oppurtunities


Rubriche

   Arte
   Cinema
   Eventi
   Libri
   Moda
   Mondomedi@
   Spettacolo
   Televisione
   Web Television


Pittori

   Galleria Digitale
   Giovani Promesse
   Maestri
   Nuovi Talenti


Archivio

   Archivio 2001- 2006


Multimedia

   Audio Interviste
   Video


 
La felicita’ tra psicologia ed economia

Udskriv SidenStampa Send denne side til en venInvia ad un amico 

Economia delle felicità
di Daniel Kahneman
In Economia della felicità edita da Il Sole 24 ore editore, Daniel Kahneman, premio Nobel 2002 per l’economia, illustra le sue idee sulla “utilità” concepita attraverso l’analisi dei comportamenti.
Carlo Vallauri
   

a

Al di là del concetto tradizionale di utilità egli sviluppa, sulla scia del pensiero di Bentham, lo stato degli effetti prodotti dall’esito di determinate decisioni, ed invita a considerare non gli stati di ricchezza bensì la variazione di questi stati rispetto ai guadagni e alle perdite. Poiché queste ultime appaiono più rilevanti dei primi – come osserva Riccardo Vale nella prefazione – a livello sperimentale vanno valutati altri aspetti, come l’avversione delle perdite nelle situazioni economiche che costringono a vendere a prezzi più bassi.
Daniel Kahneman  
Da qui viene – ad avviso dell’economista e psicologo israeliano, docente a Princetonla maggiore propensione al rischio quando si è in condizione di perdita: questo spiega comportamenti irrazionali negli investimenti finanziari e persino nelle escalation militari, come nel caso degli USA in Corea e in Vietnam. Se si guarda a fondo è la stessa psicologia del giocatore in perdita al tavolo da gioco.
Daniel Kahneman
Il principio di razionalità è studiato dall’A., nei fatti e comportamenti che tendono a privilegiare l’utilità traibile dalle decisioni nel momento delle scelte. Attraverso un’ampia ricognizione delle tesi espresse al riguardo, egli affronta i temi dei risultati dipendenti da decisioni i cui esiti sono difficilmente valutabili.
   
Sono considerazioni che richiamano l’attenzione su errate concezioni della casualità e sulla prevedibilità degli eventi. L’unico criterio di valutazione delle probabilità possibili riconduce alla coerenza dei comportamenti a rischio della incomprensione dei fenomeni. Proprio sugli aspetti e risvolti psicologici l’analisi è qui particolarmente approfondita. Se ne deduce che si possono trarre decisioni sulla base delle contrastanti opzioni potenziali.
 
Sono tutte valutazioni che spingono a porre attenzione sulla massimizzazione delle utilità quando si tratta di individuare elementi in vista di ricerche rivolte al benessere, attraverso la valutazione delle esperienze e la ricostruzione quotidiana degli atti. E proprio rifacendosi a Bentham l’autore analizza le conseguenze del flusso di piaceri e dolori associati con gli errori.
Daniel Kahneman  
Le variazioni del benessere richiedono la scomposizione dei processi di allocazione del tempo da parte delle popolazioni. E Kahneman fornisce vari esempi di ricerche in questo delicato ambito umano, nel quale utilità, gusti e interessi s’incrociano. Una lettura non semplice ma istruttiva e che può essere molto utile ad es. per gli operatori finanziari.
Carlo Vallauri