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Blindess inaugura, Cannes 2008

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Blindess inaugura,
Cannes 2008

Pare che le preghiere dei dirigenti del Festival piu’grande del mondo, come titolano qui i giornali francesi, siano state esaudite. Dopo la noiosa pioggia di ieri oggi Cannes risplende sotto un sole caldo e brillante. Tutto e’ pronto o quasi per le 19,35 di stasera quando il presidente della giuria Sean Penn dichiarera’ ufficialmente aperto il festival.
Mariangiola Castrovilli

 

 

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Nulla pero’ ha ancora avuto inizio che gia’ si fanno previsoni e scommesse su chi il 25 maggio vincera’ la Palma d’oro. E ci sono scommesse anche sul cast piu’ glamour che salira’ i famosi gradini, sono in molti infatti  a puntare  su un lavoro senza attori, il Kung Fu Panda, l’ultimo cartone animato della Dreamworks che manda in campo per il doppiaggio un cast di voci stellare che naturalmente sara’ presente sul tappeto rosso, da Angelina Jolie a Dustin Hoffman passando per Jackie Chan e Lucy Liu nella versione americana e Pierre Arditi, Marc Lavoine , Marie Gilain e Tomer Sisley per quella francese.
   
Primo film della competizione ufficiale Blindness tratto dal libro del premio Nobel Jose’ Saramango, una coproduzione canadese che il regista brasiliano Fernando Meirelles avrebbe voluto realizzare gia’ dal 1998, ma l’autore aveva rifiutato di venderne i diritti perche non riusciva ad immaginare un film con i suoi personaggi, che non avevano ne’ un nome ne’ una storia. “E’solo sei anni piu’ tardi” spiega sorridendo il regista “che il mio progetto puo’ andare in porto grazie all’ intervento del produttore canadese Niv Fichman e alla sua  forza di seduzione  nel convincere Saramango”.

 
Un ’intensa bellissima Jilianne Moore, Mark Ruffalo, Danny Glover e Gael Garcia Bernard sono tra gli interpreti di Blindness che abbiamo visto stamane in anteprima.

 

Un lavoro che sin dal principio ti fa pensare. Tutto inizia quando un uomo incanalato in un traffico convulso e fermo al semaforo in attessa del verde, perde improvvisamente la vista. Da allora tutti quelli che incontra’, dal buon samaritano che lo riaccompagna a casa e gli ruba la macchina, all’oftalmologo, a sua moglie saranno colpiti da una “cecita’ bianca”.

 

Il panico invade poi la citta’quando il contagio si estende ad un ritmo insostenibile. Le vittime, sempre piu’ numerose vengono messe in quarantena in un ospedale in disuso. La moglie dell’oculista(Moore) risparmiata dall’epidemia e che ha deciso di restare accanto al marito in quell’inferno dei vivi, tenta di organizzare una parvenza di vita civile finche’ la reclusione esplode nella violenza pi’ assoluta spazzando via qualsiasi rimasuglio di umanita’.

 

Decide allora di mettersi alla testa della rivolta per guidare quello che rimane di una famiglia improvvisata  attraverso la devastazione dellla citta’.

 

Volevamo sottolineare la  fragilita’ della cosiddetta civilizzazione” spiega ancora il regista Meirelles, autore tra l’altro del bellissimo La citta’ di Dio, “per cui il film ha piu’ piani di lettura. Dalla metafora sul potere ad una parabola sui pericoli del mondo che verra’, e magari un commento sulla nostra incapacita’ di vedere quello che accade attorno a noi fino ad una meditazione sui nostri istinti primitivi. L’interrogativoconclude Meireilles “ e’ se e’ umano ‘guardare’ senza prendere parte. Il libro pero’ solleva numerose domande senza fornire alcuna risposta”.
Mariangiola Castrovilli