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Mary Swann

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“Mary Swann” di Carol Shields

L’ascesa al successo di una giovane scrittrice emergente, la ricerca di un’artista che non esiste ma si rivela come simbolo del percorso fugace dell’arte nella parabola della vita. Questo il tema principale del bellissimo romanzo Mary Swann della scrittrice canadese purtroppo da pochi anni deceduta Carol Shields. Pubblicato da “Edizioni Voland”.
Danila Bigazzi

 

 

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La fugacità dell’arte è da sempre un tema assai esplorato soprattutto in letteratura. Il passaggio temporaneo degli esseri umani sulla terra è sempre stato per gli artisti una sorta di spauracchio che ha dato luogo allo stimolo, all’esigenza di lasciare una traccia per il dopo. Mary Swann, bellissimo romanzo di Carol Shields, scrittrice canadese di nascita statunitense scomparsa nel 2003, cerca di affrontare il difficile scoglio dell’atteggiamento dell’artista di fronte all’arte e all’esistenza con grande genio e ammaliante delicatezza.

 

Fino alla’età di ventisei anni, quindi appena due anni fa, ero il tipo di ragazza che porta Jeans sformati e le felpe con grandi scritte sul petto. Ora ho sei paia di bellissime   scarpe;  quando non le indosso le tengo nella loro scatola originale avvolte nella velina.” Con queste considerazioni una scrittice emergente tesse l’ elogio dell’indipendenza raggiunta grazie alla stesura del suo primo romanzo. Questo evento la porta a frequentare ambienti intelletuali ma soprattutto a vivere il suo desiderio di superficialità scevro da sensi di colpa. Il suo migliore amico è un venditore di libri rari ed ora è tutto un gran fermento perché, grazie alla sua sensibilità, si svolgerà un simposio in onore di Mary Swann, misconosciuta poetessa canedase, una delle sue preferite. Fu lei ad iniziare il suo amico a questa lettura, e ciò la riempie d’orgoglio. Mary Swann è il suo gioello. Moglie di un contadino vissuta nell’Ontario, come per la maggior parte degli artisti giunge al successo dopo la sua morte e il fervore dei posteri nello scavare nella sua vita  precedente diventa quasi morboso. Si cercano testimoni, testimoni di una vita vissuta nell’ombra, grige e sofferte esistenze, portati loro stessi alla ribalta, fuori dall’ordinario, investiti da una posticcia notorietà.

 

Tutti vanno alla ricerca di dettagli come un improvvisa, allargata caccia al tesoro: la nascita di un opera d’arte! Tutti tireranno fuori l’immagine di una scrittice immaginata, viva solo nella memoria di chi l’ha incontrata, mai veramente conosciuta. L’impossibilità di ricostruire a pieno la genesi di un’ opera d’arte, la scintilla della mente plasmante persa fra le congetture e i pensieri degli altri, rendono omaggio alla fugacità dell’arte come parabola della vita. Carol Shield si è aggiudicata il premio Pulizer nel 1993 per The stone diaries. Premiata con numerosi altri riconoscimenti,è stata in vita un’autrice di risonanza internazionale ed è oggi considerata una delle più degne rappresentanti della contemporanea narrativa canadese.
Danila Bigazzi