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Sanremo 20

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Trionfa al Festival di Sanremo,
la coppia italo-argentina
Giò Di Tonno e Lola Ponce

Giò Di Tonno e Lola Ponce hanno vinto la 58° edizione del Festival della Canzone Italiana di Sanremo, con Colpo di fulmine. Seconda Anna Tatangelo, terzo Fabrizio Moro. Il Premio della Critica a Tricarico.
Giancarlo Leone

Lola Ponce e Gio Di Tonno

 

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Giò Di Tonno e Lola Ponce, la bella coppia di Colpo di fulmine hanno vinto la 58° edizione del Festival della Canzone Italiana di Sanremo. Al secondo posto Anna Tatangelo con Il mio amico, al terzo posto Fabrizio Moro con Eppure mi hai cambiato la vita. Nell’era del file mp3 e delle canzoni scaricate su Internet, si è chiuso questo ennesimo Sanremo, un Festival al vinile, un vintage. Si è chiuso a notte fonda, dopo ore snervanti di attesa. La serata peggiore di una buona edizione.

Anna Tatangelo seconda classificata

Notte fonda, dunque. Baudo l’aveva minacciato: “Sarà una lunga serata”, che detto da lui ha fatto scorrere un brivido di orrore nelle schiene di tutti.
Anche in quella di Chiambretti. Per la coppia Di Tonno – Ponce è il trionfo di un duetto d’amore, della passione travolgente che supera qualsiasi difficoltà. Per David Zard, l’impresario di Notre Dame de Paris e dell’imminente Pia de’ Tolomei, che li ha voluti con grande ostinazione al Festival, è la dimostrazione che una buona idea funziona sempre.
Seguono in successione, dal 4 al 10 posto, Toto Cutugno, Finley, Paolo Meneguzzi, Sergio Cammariere, Gianluca Grignani, Little Tony ed Eugenio Bennato.

Toto Cutugno

A sorpresa, ma meritato, il terzo posto di Fabrizio Moro che ha saputo resistere ai dubbi sulla sua canzone d’amore. Più semplice il secondo posto della Tatangelo che ha detto in televisione per la prima volta, “Gigi ti amo”. Nella finale del Festival, Baudo ha riscoperto il primato della vita sulla finzione. Ha dedicato, in apertura della finale, un ricordo all’ultima vittima del lavoro, il portuale Fabrizio Cannonero, morto venerdì notte nel porto di Genova. “Questa sera ci sembra doveroso ricordare una tragedia che sta colpendo il nostro paese, i morti sul lavoro. Purtroppo pochi giorni fa è morto un operaio del porto di Genova e le morti sul lavoro si susseguono. Sono morti ingiuste. Stiamo vicini col cuore alle famiglie e al dovere di chi soffre. Giunga da questo teatro il nostro affetto e la nostra commozione a tutte le persone che stanno soffrendo”.

Fabrizio Moro terzo classificato

L’altro riferimento a Genova sarà meno drammatico, ma polemico: dopo la sua esibizione, Frankie Hi-NGR, che stringeva una copia dell’album Storia di un impiegato di Fabrizio De Andrè, dal quale aveva preso il fischio iniziale per Rivoluzione, ha litigato con due giurati di qualità, Giampiero Mughini che gli ha dato un voto basso criticando il testo ed Emilio Fede che non condivideva le sue tesi.
Il rapper ha litigato, andandosene e mostrando il disco: “C’è chi la rivoluzione l’ha fatta in buona fede”.
Una sera strana, consumata tutta nella sfida tra la favorita Anna Tatangelo e la sorpresa Giò Di Tonno e Lola Ponce, mentre i Finley hanno sferrato un attacco sorprendente, seguiti da Fabrizio Moro, Gianluca Grignani e Sergio Cammariere.

Frankie Hi Nrg

All’inizio Chiambretti ha provato a sollevare l’umore apparendo dalla sala stampa insieme a Paolo Zaccagnini, l’icona italiana dei giornalisti. “Qui si preparano all’esecuzione dei conduttori”, ha detto il pestifero Pierino, “che avverrà domani mattina tramite fucilazione. Tranquillo Pippo, anche io finisco nella barca”.
L’emozione per la gara era forte e ha rischiato di mettere in secondo piano le due ragazze del Festival, il legnetto Andrea Osvart, salvata per l’ultima serata dagli abiti da sera di Armani Privé, e Bianca Guaccero, sicuramente più esuberante e peperina dell’ungherese, vestita dagli abiti di Versace.

 

Piero Chiambretti

Molto più sexy, anche se in versione “coattaClaudia Gerini in coppia con Carlo Verdone, entrambi nel ruolo che hanno nel film, Grande, grosso e Verdone. La Gerini ha cantato e Verdone ha suonato la batteria. Divertenti, ma hanno fatto sospettare di essere del tutto simili agli italiani che non guardano più il Festival.
Ma è proprio questo il dilemma che non interessa gli italiani: perché uno spettacolo – evento, piacevole, gradevole, ben confenzionato non è piaciuto?
Non è bastato Chiambretti con le sue battute su Fede, giurato di qualità: “Tanto sappiamo per chi vota”. C’è stato anche il tormentone sulla par condicio, ma ormai era alle ultime battute.

Claudia Gerini e Carlo Verdone

Sarà Anna Tatangelo la donna del futuro?
Curioso che sia amata e detestata con la stessa intensità, che il pubblico si divida dalla critica. Non sarà che il Festival deve avere il coraggio di buttare a mare, di sacrificare una certa memoria ormai vetusta ai più? Come Sarà il prossimo Sanremo? Dove saremo e cosa faremo fra dodici mesi? E Baudo ci sarà ancora? A dar man forte alla serata sono arrivati anche due grandi comici, Raimondo Vianello e Sandra Mondaini che hanno ricevuto il Premio della Creatività dalla Siae. Per loro è stata una standing ovation, ma un altro segno della complicità inossidabile fra artisti che hanno dato tanto, ma non sono più il panorama dello spettacolo odierno.

Pippo Baudo e Sandra Mondaini

Il Premio della Critica è andato a Tricarico per Vita tranquilla. Il cantautore è andato sul palco con abiti Codice a Sbarre, fatto dalle detenute del carcere di Vercelli.
Un bilancio. 5 ore a sera, per 5 sere, sono state davvero troppe. Non è più un evento, è un’altra cosa. Tornasse ad essere, magari, una gara di canzoni e di cantanti, specchio d’Italia.
Il vero difetto della direzione artistica di Baudo (che intanto ha affermato: “Se vogliono farmi fare altri 10 Festival, sono pronto”) è stato quello di non volere, o non sapere, interpretare i tempi, di mantenere il Festival fermo, una stella fissa con i pianeti che gli ruotano intorno. Ma è passato solo un anno e i pianeti sono andati a ruotare da un’altra parte.  
Giancarlo Leone

Andrea Osvart, Pippo Baudo e Bianca Guaccero