Una canzone contro la guerra

E’ quella di L' Aura intitolata Basta!, un brano semplice per un tema forte e di grande attualità. Visum ha incontrato la giovane cantante bresciana.
Giancarlo Leone

L'Aura

 

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L Aura ha presentato al Festival di Sanremo la canzone Basta!, che, gara a parte, e destinata a trascinare l’album di imminente uscita. Una raccolta con estratti da Okumuki e Demian, arricchita da altri tre inediti, dalla cover di Bocca di Rosa di Fabrizio De Andrè e dalla versione live, con quartetto d archi del suo primo successo, Radio Star.
La cantante bresciana, al secolo Laura Abela di Caionvico, ha affrontato la prova del Festival di Sanremo con tranquillità. E’ consapevole di quanto ha realizzato negli ultimi mesi e lo dimostra. Visum l’ha intervistata

L'Aura

Contenta di questo disco?
“Sono molto contenta di questa e di tutte le canzoni che ho inciso, mi soddisfano davvero tanto. Mi sono messa lì, a registrarmi frase per frase, per vedere quali non venivano bene. E ho continuato a rifarle, rifarle…Dicevo che volevo essere certa di aver fatto tutto il possibile per dare il massimo. L’importante è andare sul palco con la coscienza a posto”.
Parliamo di Basta!
“E una canzone molto chiara e semplice, molto pop. Quasi elementare, in confronto alle cose fatte in passato, che erano piu articolate. Sotto un certo punto di vista è l’ideale. Non è stupida, non è frivola, ma è molto cantabile”
Il tema di questo brano è sulla guerra.
“Si è un testo dove si prende apertamente posizione contro la guerra. Questo spostamento verso il sociale lo stavo meditando da tempo, avevo valutato che fosse il momento di cominciare ad aprire gli occhi pure verso l’esterno, anche perchè non credo che a tutte le persone che ascoltano interessi cosa va o non va per te stessa. E mentre stavo leggendo molto, per informarmi, immagine e concetto della canzone sono scaturiti quasi spontaneamente. In origine il brano era in inglese ma il testo era già quello, l’ho tradotto in italiano. Non è stata una cosa fatta appositamente per Sanremo o pensata per vendere”.

L'Aura

Giovedì sera ha cantato con i Rezophonic, una bella esperienza?
“Non credevo che sarei riuscita ad averli con me, anche perchè con il mio gruppo, avremmo finito di essere una quindicina sul palco. E’ stata una cosa davvero bella. Un duetto tradizionale non sarebbe stato adeguato per una canzone in cui non si parla di sentimenti amorosi bensì di quelli di rabbia”.
Un brano paradigmatico anche per lei vero?
“Mi ha fatto capire che posso trovare un altro modo per far arrivare quanto scrivo, conservando la mia personalità ed aprendola anche ad un pubblico piu ampio”.
Il titolo del cd si chiama come lei L Aura…
“E una sorta di biglietto da visita, per chi ha sentito magari solo i pezzi più famosi, più commerciali, mentre adesso potrà seguire l’intero percorso. E’ un lavoro che, attraverso le nuove canzoni, lascia presagire qualcosa, la mia intenzione”.
Nel cd c e anche Bocca di rosa di De Andrè. Come mai la scelta è caduta su questa canzone?
“Si trattava di scegliere fra canzoni di De Andrè che avessero a che fare, in senso ampio, con la diversità. Ho scelto questa perchè mi stimolava l’idea di raccontare la professione con un taglio particolare. Fabrizio aveva anche nei brani più irriverenti una leggerezza ironica. Io ho voluto una rilettura forte, quasi violenta. Piu accusatoria”.
Giancarlo Leone

L'Aura